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mercoledì 9 giugno 2010

Wonderland.


Tutti possono dire bugie. Tutti possono distorcere la tua realtà e sbattertela in faccia. Guarda, non è come credevi tu. Questo si chiama essere oggettivi. Ma io nell'oggettività non ho mai creduto. Credo nel pentimento, credo nell'amaro, credo nel dolce, credo nella carta stampata, credo nei paradisi artificiali e nei paradisi in generale, credo che l'inferno non sia da nessuna parte se non dentro di noi, credo nelle paure, credo nei sogni che hanno spazio e tempo ovunque. Credo che non esistono limiti, credo negli odori. Credo in Carroll e nella Beat Generation, credo nell'ultima spiaggia, credo nel Re Lucertola, credo in S. quando provo piacere, credo nell'eterno ritorno, credo nello sguardo della gente. Credo che quando i tuoi lavorano puoi prendere la macchina e star via fino alle sei, credo nelle azioni fatte soltanto perchè ti andava, credo nell'impossibilità di aver un futuro oltre il domani, credo in Kurt Cobain, credo nella fine e nel cambiamento, credo nell'esperienza, credo nel luogo delle idee, credo in Socrate e Platone, credo nei maestri del sospetto, credo nel mio talento.

E lei di tutto questo, figlia di puttana, lei di tutto questo non ha capito niente.


Non me le faccio più illusioni simili.


venerdì 15 gennaio 2010

Cosa celeste.


Io delle volte credo di impazzire.

Ci casco ancora in quegli occhi languidi. Ci casco ancora. Sembrano due pozzi verdi. Sei un paradiso perduto. Cocaina pura. Terribile.

Mi guardo intorno e vedo un mondo fantastico. C'è G. con i suoi quadri, sempre dentro quello studio. Mi ricorda Pavese. C'è B. con quel parlare lento che mi fa sentire bene. C'è F. con la sua follia, che mi porterebbe in cima al mondo.

Ed io non so più cos'è normale.