
Alle 00.05 di questa notte apro un giornale e leggo:
" Addio Taricone. James Dean dei giorni nostri. Come il mito maledetto del cinema, 'o Guerriero aveva un sorriso prepotente ma solare e una voglia di esistere dannata ma purissima. L'americano però correva, Pietro volava. E ci ricorda Icaro, precipitato a terra per aver osato puntare al sole. "
Ho pensato. Spettan'attimino. Ma Edgarda F. stà cosa la pensa veramente, o mi sta prendendo per il culo. Io non vorrei starmene qui a parlare di gente che non c'è. Tanto si sa, la morte quando spetta agli altri spaventa tutti. Ma siamo davvero sicuri che Pietro Taricone abbia qualcosa a che fare con James Dean o addirittura con la mitologia. Se queste parole le avesse scritte sua madre, che so. O sua sorella. O la sua fidanzata. Tu avresti detto. Evidentemente parlandoci James Dean te lo ricordava davvero. Ma se a me una giornalista mette insieme Dean ed Icaro in un paragone con Taricone. Ecco. Non so come spiattellarvelo. Non la capisco proprio.
Avevo progettato di dilungarmi molto in questo post, ma lo so che poi non lo legge nessuno. E per dimostrarvi che io non scrivo per me stessa, ma per il mio pubblico, che sareste voi, ora stringo. Le uniche cose che mi va di appuntare - perchè altrimenti le dimentico - sono queste. Una breve riflessione sulle mie estati. Due anni fa fumavo, bevevo ed ero una sorta di freak felice con i fiori nei capelli. Lo scorso anno sono rimasta chiusa in casa in punizione. E quest'estate sono incinta, devo sposarmi e, presto, lasciare questa casa. Qualcosa non va in me.


