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mercoledì 23 giugno 2010

Vampire.


Platone. Platone ha sempre occupato un posto importante nella mia crescita. Platone mi ha sempre aiutato. Credo che se avessi dovuto tradurre un brano del Simposio, questa mattina, io sarei saltata sul banco e mi sarei messa a ballare. Come la migliore delle baccanti. L'Apologia, invece, mi ha lasciato un po' di amaro in bocca. Ma tanto è di casa qui, l'amaro. Sto cercando in infilare nel mio cervello miliardi di informazioni per la prova di venerdì, ma poi finisco per pensare a cose che con lo studio non c'entrano assolutamente niente. Avete mai pensato, per esempio, che i vampiri possono mettere le scarpe col tacco senza soffrire? Ecco. I vampiri hanno un'elevata dose di spiccato erotismo. Ed è semplice essere affascinati da un vampiro. Perchè lui è immortale ma ha un punto debole. E noi lo conosciamo benissimo. Possiamo avvicinarci alla fiamma tanto da lasciare sulla nostra pelle delle cicatrici, e poi tirarci indietro. No, non conosco vampiri. Ma li sogno spesso. Una volta ho anche immaginato che il sapore del loro sperma deve essere buonissimo.
PS: non c'è da allarmarsi, io sono semplicemente fatta così. Un mio ex mi diagnosticò una pericolosa ninfomania, una leggera depressione, e un'infinita maniaco-compulsività.

giovedì 6 maggio 2010

Perchè ha senso vivere poeticamente.


Questa mattina ho deliberatamente deciso di non andare a scuola. Non che avessi qualcosa di meglio da fare. Dovevo solo curare il mio mal di testa.


S: Forse oggi verrò a prenderti. Ci penserò. Sempre se non hai grandi impegni.


Il fatto che abbia un morboso attaccamento ad Ulisse, non fa di me Penelope.


Inoltre penso che se A. tornerà con D. si farà solo del male. Ma stavolta non scriverò storie su nessuno. Perchè quando inizio a scrivere. Bhè. Tutto smette di essere sogno o incubo, e diventa realtà.