
Ci sono delle cose che mi piacciono di me. Prima di tutto. Nulla di ciò che faccio è, è mai stato, o sarà mai,
casuale. E nemmeno il mio sesto senso è soltanto invenzione. I miei occhi che cambiano col tempo, non sono uno scherzo. I sentimenti che provo per le persone che ho intorno, sono reali. Tutto quello che scrivo si avvera. Sbatto la testa soltanto perchè mi piace sentire cos'è il dolore. Sono convinta che la vita sia un
continuo trattenuto morire. La cosa che amo di più è la mia predisposizione per l'improvvisazione. Non ci sono libri che io dimentico. Ma vale la pensa dimenticare delle persone. Una volta mi hanno detto che fare l'amore con me era l'esperienza più bella che un uomo potesse fare. Da quella volta quella persona non si stanca di ripetermelo. G. dice che faccio l'amore come un uomo, perchè in quel momento non mi preoccupo di
nient'altro. Ma lei mi reputa tanto fortunata. Io credo nel piacere come una sublimazione dei sensi. E nella donna come unico essere in grado di dare innocenza a tutto questo. Per questo io non faccio l'amore come un uomo. Io faccio l'amore come una donna. Per me l'amore è una parola. Poi non ne servono necessariamente altre. Serve piuttosto molto coraggio e tanta voglia di sbagliare. E questo accade con tutte le parole. Per ora basta parlare di me. Volevo soltanto dei riflettori. Sulle mie parole. Non mi sento in soggezione. Mai. Cosa sarà mai. Che cosa sarà mai di fronte a tutto questo.
Una cosa bellissima. E continuiamo a guardarci intorno.
Sarah, Terry, e Cloe-Robert come una grande famiglia che non ho mai avuto.