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venerdì 21 maggio 2010

A che ora è la fine del mondo.


Probabilmente sembra che io abbia sempre molto tempo da perdere se praticamente ogni giorno sono qui a scrivere qualcosa che potrebbe, obiettivamente, non avere troppa importanza. E nella stessa frase ho usato tre avverbi. Volutamente.

La verità è che io seziono il mio tempo con la precisione di un'affettatrice e così le mie giornate potrebbero essere paragonate ad un insaccato comprato nell'ipermercato di turno dopo mezz'ora di fila, perchè magari quando sei arrivato la tipa col cappellino bianco serviva il numero 2, e tu invece ti ritrovi in mano due cifre, magari il 25.

Oggi ho aumentato la produttività della mia giornata isolandomi dal mondo intero e dedicandomi semplicemente a Lucrezio, D'Annunzio, ed Ewa Barrett Dog, che mi ha implorato di portarla a fare un giro.

Sapete qual è il problema, è che scrivere ad un certo punto diventa come scopare. Però scopare da Dio.


sabato 6 marzo 2010

D. è immorale.


Mi hanno detto che sono un petauro dello zucchero.

Ho deciso che ne voglio realmente uno.

Ho scritto un articolo che nessun giornale accetterà mai, e ho paura di innamorarmi di G.

Forse perchè ho paura di smettere di amare S.

E ho fatto finalmente quadrare i conti. Mi piacerebbe accendere lampadine dell'amore nella mia testa, mi piacerebbe diventare una correttrice di bozze, e soprattutto. Farmi dipingere.

Rosso Malpelo mi è molto antipatico, il verismo idem. Ed 'idem' è una parola latinissima.

Tutto questo soltanto perchè di sabato pomeriggio sto ritardando il mio appuntamento con l'inferno.

E pensare che avevo lottato tanto per arrivare fin qui. Ed ora scoprire che non so neanche chi sono mi fa venire da piangere.