giovedì 15 aprile 2010

Solo certi poeti del male.


Niente di particolare. Niente di maledettamente particolare. Con questo sapore di dentifricio e cioccolato che è rimasto nella mia bocca. Aspetto C. ed A. che pioveranno sul mio pomeriggio. Bagneranno di paure e parole ancora qualche mese. Non ho mai provato nulla di simile. Quasi brividi in questa semplice attesa. Di qualcosa di semplice. Mi piace emozionarmi per cose che conosco così bene. C. ed A. mi mancheranno tantissimo. C. che negli anni ha cambiato occhi e sorriso. E il suo modo sempre nuovo di vedere le cose. A. che ama senza sapere di farlo, anche quando crede di non poterlo fare. C. ed A. sono un angolo pieno di oggetti. Sono un piccolo scaffale dove non c'è mai polvere. Dove c'è sempre spazio per tutto. Sorriderò come una bambina in questo pomeriggio. Dov'è grigio fuori, e per il resto del mondo non succede nulla di particolare.

Io non ci credo nella gente che cresce.


venerdì 9 aprile 2010

Old fashionated morphine.


Quando hai un nove in greco la tua professoressa si aspetta che la tua interrogazione sia all'altezza di quel voto, e nonostante questo non ti dirà mai quando vorrà interrogarti, perchè chi ha nove deve essere, per natura, sempre PRONTO, come un sugo nel barattolo, di quelli della Barilla che non sanno di un cazzo. Ma dato che il mio nove non deriva da una semplice predisposizione (purtroppo non sono affatto un genio) sono costretta a ripassare, ogni giorno, prima di ogni lezione di greco, POLITEIA CAI EUSEBEIA, il mio libricino bianco latte con le dolci traduzioni di Lisia, tra cui PER L'INVALIDO, che poi è l'orazione da portare all'esame. E l'esame, credetemi, è più vicino di quanto io voglia ammettere.

Perciò facendo due più due direi che sono circa sette pomeriggi che utilizzo per rileggere INTEGRALMENTE la mia traduzione, ed allenare anche la mia PRONUNCIA.

Bene, sicuramente preferirei ricevere una chiamata di S. e uscire a cazzeggiare e/o andare a comprare thè fruttati in centro piuttosto che essere qui. Ma rispetto la volontà dell'universo.

XOXO


martedì 6 aprile 2010

"Non vedi cader sulla terra le stelle e gli astri?"


Se ieri il mio pranzo è stato: un piatto di riso con verdure e una spinacina. Non c'è da meravigliarsi.


Se alle tre del pomeriggio io mi sono buttata tra le braccia di S. e mi sono addormentata. Non c'è da meravigliarsi.


Se fuori pioveva a dirotto, e c'era vento, e il cielo era grigio. Non c'è da meravigliarsi.


Se a me le feste non piacciono, soprattutto. Non c'è da meravigliarsi.




TEMPESTIVAMENTE alle 16.07 ho ricevuto la 'CHIAMATA DELLA SPERANZA' che teoricamente è il trampolino di lancio per il mio articolo, e praticamente non lo sarà. Non che non creda nelle mie capacità giornalistiche ma so che la testata della mia città non apprezza più di tanto l'inventiva. Partecipando ad un concorso hanno creato per me una sezione apposita intitolata 'Modalità innovativa di scrittura'. Capite, ecco perchè la mia carriera sarà irrimediabilmente troncata sul nascere.




Ed ecco perchè, nonostante le mie idee limpide e chiare, io NON SO COSA FARE DELLA MIA VITA.




domenica 4 aprile 2010

Strawberry Swing


Se questo è l'ennesimo periodo-Nirvana della mia vita, io mi ammazzo. Non sarà l'ennesimo tentato suicidio di D.V., no. Stavolta lo faccio davvero.

Se riempissi la mia camera di Post-It, ci chiudessi dentro un cucciolo, e alzassi al massimo il volume della radio, ecco, così potrei sentirmi meno sola.

La mia fottuta missione nella vita è quella di salvare il prossimo. Non c'è più nessuna patria, ormai. La mia ragione di vita è IL PROSSIMO. E tutto questo non ha nulla di illuminante. è solo un baratro profondissimo dove ti trovi a fissare con occhi-senza-soluzione non solo i TUOI problemi, ma anche quelli degli ALTRI.

Perchè hanno scelto me?

Io non sono la persona giusta, davvero.

A me non piacciono i bambini. Non provo mai pietà. E sono davvero poche le cose che mi fanno sentire utile.

Io devo solo cercare una comunità anarchica, scappare da qui, e iniziare a coltivare fragole.


Buona (la) Pasqua dove rifletto appassionatamente sul mio affermato ateismo.

mercoledì 31 marzo 2010

Come aria in vena sei.


Ho scattato questa foto convinta che cinque minuti più tardi avrei passato un pessimo pomeriggio. Invece sono stata così felice poi. Senza alcuna aspettativa.

Avete presente la nostalgia di cose dolci? Ecco.

Ora nasce quel mio bisogno di comunicare che poi porta solo a disastri, perchè finisco per dire troppo, anche quello che non dovrei.

Sapete di cosa avrei bisogno oggi pomeriggio?

Di comprare la Costituzione italiana, e nella stessa libreria il Diario di un seduttore, poi spendere duecento euro in vestiti colorati e fare l'amore con S.

Ma soltanto due di queste cose sono destinate ad avverarsi. Perchè non tutti i sogni diventano realtà.


Ps: finalmente ho identificato i miei nuovi vicini di casa.


martedì 30 marzo 2010

All'alba vincerò.


''Perchè se qualcuno o qualcosa devono cambiare la mia vita, un figlio lo farebbe perlomeno con tutta l'innocenza di questo mondo.''


Ecco, l'ho detto.


Riti woodoo. Riti woodoo. Trallallerotrallallà.
Ps: ridatemi HELLO KITTY.




mercoledì 24 marzo 2010

Gin in teacup.


Grandissima paraculata è pensare all'amore come qualcosa di passato.

Ed immenso ed utopistico sogno è pensarlo come motore del mondo. Il quale avrebbe, in tal caso, bisogno di un buon meccanico.

Basta girarsi intorno per osservare la cattiveria nelle sue più strane forme. Nei suoi più strani segreti. Una cattiveria che non sa piangere eppure ci appartiene a tal punto da risultare chiara, evidente. Se non fosse parte di ognuno non potrebbe, ognuno, darle un nome.

I miei appuntamenti più interessanti sono diventati quelli del caffè. Atrio della scuola. Il mio primo piano. Per 25 centesimi puoi riempirti la bocca di uno strano derivato di caffeina dal sapore abominevole. E intanto addentrarti nelle più importanti conversazioni della giornata. Che differiscono molto da quelle da pranzo di famiglia.

Oggi tuttavia voglio molto bene a mamma e papà, e li ringrazio di avermi messo al mondo, nonostante questa giornata sia nella lista delle più insignificanti della mia vita.