
C'è questo post che fermenta nella mia testa dalle 23:54 di ieri sera. Quando, improvvisamente, al buio di una calda camera da letto, si è consumata questa conversazione.
Io accarezzo S. - Lo sai che è bellissimo. - ed indico il suo pene.
Lui - Mmm.
Io - Sono sicura che B. deve avergli dato un nome.
Lui - è una cosa di cui sei sicura?
Io - Non so, noi ragazze facciamo spesso di queste sciocchezze. Dare un nome al pene dei nostri ragazzi.
Lui - No, il mio pene non ha un nome.
Io - Non ci credo. Davvero, sono convinta che B. gliene ha dato uno. Dimmi la verità.
Lui - Vuol dire che sai già tutto, quando usi questo tono di voce.
Io - No, di solito io e B. non parliamo del tuo pene.
Lui - Non ha nessun nome.
Io - Non mentire, potrei scoprirlo da sola.
Lui - Sei tremenda.
è così che sono venuta a sapere che il pene di S. ha già un nome. Già. Si chiama Mr. Mojo, una specie di tributo ai Doors, e allora dopo il primo attacco di gelosia omicida ho cercato di essere ragionevole, e ho analizzato il mio passato ricordando che anche il pene di A. aveva un nome, e si chiamava Morrison. Una strana ed inquietante coincidenza, il Re Lucertola deve suscitare emozioni contrastanti quando a sedici anni sei nel pieno del tuo sviluppo ormonale. Dunque, aveva senso
in quel momento avere l'ultima parola su un argomento simile e marcare nuovamente il mio territorio con un innato tocco di classe? Ebbene, io credo di sì.
" Ho sempre apprezzato Jim Morrison per le sue poesie, prima ancora che per le sue canzoni. Dato che il mio senso critico è indubbiamente spiccato, ho deciso che d'ora in poi non esisterà nessun Mr. Mojo. Il tuo cazzo è una sporca tempesta elettrica apocrifa. Per farla breve, si chiamerà Tea. "