venerdì 23 aprile 2010

Veramente, stai giocando col fuoco.


Oggi ho ricevuto quattordici abbracci. Qualcuno più lungo. Qualcuno più breve. Sono stata interrogata in fisica. Ho detto Tesla. Ho detto Un Weber Su Un Metro Quadro. Sulle altre domande ho messo un sasso sopra. Anzi. Una roccia. Una promontorio. Una montagna. Ho detto. Professore, mi ascolti. Avevamo settanta pagine di storia da studiare, per oggi. Abbiamo un compito in classe. Io il suo fottuto campo magnetico l'ho guardato con un occhio aperto e l'altro chiuso venti minuti prima di dormire. Perchè poi. Ho dormito. Perchè come ogni essere umano. Anche io ho il diritto di dormire, di notte. E non sono affatto un genio della fisica. Perciò se non studio ogni pomeriggio il suo capitolo come se fosse la prima volta. Non mi rimane nulla in testa. Bene, signorina. Questo non è un mio problema. Bene, professore. Questo è solo un mio limite.

Ma non mi importa. Non avrò soltanto un diploma di liceo classico. Ne avrò anche uno da ragioniere. Noi facciamo compiti di storia su libri extrascolastiti di Diritto ed Economia. Con annessi pesanti compiti in classe.

A., C. e D. mi hanno detto. Ti compreremo un regalo a Monaco. Non ci dimenticheremo di te.

Mi mancherete, ma detesto la birra.

D. è quella che ci va sotto solo per i superalcolici.

Questo post non ha effettivamente nessun tipo di senso. Nessuno scopo in particolare. Ma sono estremamente maniaco-compulsiva. Lo scoprì il mio ex ragazzo. Voleva aiutarmi ad uscirne.

Ma io gli dicevo, non preoccuparti A., me la caverò benissimo da sola. La mia pazzia farà carriera.


Ps: oggi è anche il giorno in cui ho pianto su un articolo di giornale. Ma a tutto c'è un perchè. E voglio l'esclusiva. Ti batterò A.L., ti batterò.


mercoledì 21 aprile 2010

Anche se fa ridere.


Quello che ho capito in questi giorni è che sono spaventata tanto dalla felicità quanto dal dolore. Che ho i morsi della nostalgia sulla pelle, morsi che bruciano. Che fanno male. Ho capito che la mia dimensione è l'empatia. Ma non allevia il dolore, come diceva S.

Mi guardo allo specchio, dritto negli occhi. Mi attraverso e capisco di essere bellissima. Rara. Forse unica. Irripetibile. Sono un fiore che qualcuno calpesta, convinto che tanto ricrescerà.

Ma non è questa la verità. Voglio tagliarmi la testa e vederla rotolare a terra. Soltanto così dimostrerei quello che D.V. realmente è. Non quello che D.V., falsamente, appare.


domenica 18 aprile 2010

Il mio continuo trattenuto morire.


Forse io sono stupida. Forse l'unica spiegazione è che ho qualche difetto congenito nel cervello. Un difetto congenito che mi porta a prendere decisioni del cazzo, che poi non mi portano da nessuna parte. Quando qualcuno mi regalerà una macchina del tempo, io gli farò un pompino con tutta la gratitudine di questo mondo.

Una delle cose che mi hanno sempre insegnato è il rispetto. Io posso avere una testa di cazzo davanti, ma gli porterò rispetto. Può essere un verme, un lombrico, un qualunque animale viscido. Ma avrà il mio rispetto.

Ora, tutto questo inizia a ritorcermisi contro. E io mi sono quasi rotta il cazzo di me.

Posso anche sentirmi meglio se guardo fuori e vedo tutte quelle nuvole, e tutto quel grigio, e tutto quel mondo di merda. Paragonarlo a quello che ho dentro e sentirmi meglio.

Ma quando un uomo ha eliminato tutti i pesi dell'esistenza inizia ad essere di peso a sè stesso.

(No, non sono stata io. è stato Shopenauer, ed è stato anche il compito di filosofia di domani).

Ma io sono ben lontana anche dall'eliminare i pesi dell'esistenza.


Ps: solitamente non dico così tante parolacce. Che cattiva bambina stronza che sono.


Ops.


Ps II: perchè io credo in Skins.

giovedì 15 aprile 2010

Solo certi poeti del male.


Niente di particolare. Niente di maledettamente particolare. Con questo sapore di dentifricio e cioccolato che è rimasto nella mia bocca. Aspetto C. ed A. che pioveranno sul mio pomeriggio. Bagneranno di paure e parole ancora qualche mese. Non ho mai provato nulla di simile. Quasi brividi in questa semplice attesa. Di qualcosa di semplice. Mi piace emozionarmi per cose che conosco così bene. C. ed A. mi mancheranno tantissimo. C. che negli anni ha cambiato occhi e sorriso. E il suo modo sempre nuovo di vedere le cose. A. che ama senza sapere di farlo, anche quando crede di non poterlo fare. C. ed A. sono un angolo pieno di oggetti. Sono un piccolo scaffale dove non c'è mai polvere. Dove c'è sempre spazio per tutto. Sorriderò come una bambina in questo pomeriggio. Dov'è grigio fuori, e per il resto del mondo non succede nulla di particolare.

Io non ci credo nella gente che cresce.


venerdì 9 aprile 2010

Old fashionated morphine.


Quando hai un nove in greco la tua professoressa si aspetta che la tua interrogazione sia all'altezza di quel voto, e nonostante questo non ti dirà mai quando vorrà interrogarti, perchè chi ha nove deve essere, per natura, sempre PRONTO, come un sugo nel barattolo, di quelli della Barilla che non sanno di un cazzo. Ma dato che il mio nove non deriva da una semplice predisposizione (purtroppo non sono affatto un genio) sono costretta a ripassare, ogni giorno, prima di ogni lezione di greco, POLITEIA CAI EUSEBEIA, il mio libricino bianco latte con le dolci traduzioni di Lisia, tra cui PER L'INVALIDO, che poi è l'orazione da portare all'esame. E l'esame, credetemi, è più vicino di quanto io voglia ammettere.

Perciò facendo due più due direi che sono circa sette pomeriggi che utilizzo per rileggere INTEGRALMENTE la mia traduzione, ed allenare anche la mia PRONUNCIA.

Bene, sicuramente preferirei ricevere una chiamata di S. e uscire a cazzeggiare e/o andare a comprare thè fruttati in centro piuttosto che essere qui. Ma rispetto la volontà dell'universo.

XOXO


martedì 6 aprile 2010

"Non vedi cader sulla terra le stelle e gli astri?"


Se ieri il mio pranzo è stato: un piatto di riso con verdure e una spinacina. Non c'è da meravigliarsi.


Se alle tre del pomeriggio io mi sono buttata tra le braccia di S. e mi sono addormentata. Non c'è da meravigliarsi.


Se fuori pioveva a dirotto, e c'era vento, e il cielo era grigio. Non c'è da meravigliarsi.


Se a me le feste non piacciono, soprattutto. Non c'è da meravigliarsi.




TEMPESTIVAMENTE alle 16.07 ho ricevuto la 'CHIAMATA DELLA SPERANZA' che teoricamente è il trampolino di lancio per il mio articolo, e praticamente non lo sarà. Non che non creda nelle mie capacità giornalistiche ma so che la testata della mia città non apprezza più di tanto l'inventiva. Partecipando ad un concorso hanno creato per me una sezione apposita intitolata 'Modalità innovativa di scrittura'. Capite, ecco perchè la mia carriera sarà irrimediabilmente troncata sul nascere.




Ed ecco perchè, nonostante le mie idee limpide e chiare, io NON SO COSA FARE DELLA MIA VITA.




domenica 4 aprile 2010

Strawberry Swing


Se questo è l'ennesimo periodo-Nirvana della mia vita, io mi ammazzo. Non sarà l'ennesimo tentato suicidio di D.V., no. Stavolta lo faccio davvero.

Se riempissi la mia camera di Post-It, ci chiudessi dentro un cucciolo, e alzassi al massimo il volume della radio, ecco, così potrei sentirmi meno sola.

La mia fottuta missione nella vita è quella di salvare il prossimo. Non c'è più nessuna patria, ormai. La mia ragione di vita è IL PROSSIMO. E tutto questo non ha nulla di illuminante. è solo un baratro profondissimo dove ti trovi a fissare con occhi-senza-soluzione non solo i TUOI problemi, ma anche quelli degli ALTRI.

Perchè hanno scelto me?

Io non sono la persona giusta, davvero.

A me non piacciono i bambini. Non provo mai pietà. E sono davvero poche le cose che mi fanno sentire utile.

Io devo solo cercare una comunità anarchica, scappare da qui, e iniziare a coltivare fragole.


Buona (la) Pasqua dove rifletto appassionatamente sul mio affermato ateismo.