sabato 1 maggio 2010

Per nascondere questa mia vocazione al trionfo, ed al pianto.


Questa mattina sono andata a trovare D., anche se per alzarmi da quel fottuto letto ho fatto un po' fatica. Sono sempre di questa convinzione. Che quando dormi almeno, sotto le coperte, non può succederti niente.

D. mi fa stare bene perchè è sempre la stessa, e crede che io e lei, insieme, possiamo lottare contro tutto e tutti. Certe volte è stato davvero così, e quello che provo per lei è amore. D. ha dei capelli fantastici. Io amo i capelli di D., devo esserne ossessionata per parlare sempre e solo di capelli. Cazzo.

Ho mangiato due piatti di pasta. Non mangio così tanto di solito, ma volevo scoppiare, vomitare, ingrassare, insomma, volevo cambiare un po' le carte in tavola. Ma mi conosco troppo. Non metterò su un chilo. Questa sensazione di nausea sparirà presto.

Inizio a non sopportare più la mia ipersensibilità, e le differenze platoniche tra amati ed amanti. Leggere il Simposio sarebbe già un gran passo per l'umanità.


Ps: mi squaglio al sole studiando la politica estera fascista e pensando soltanto a quanto nero possa esserci dentro un buco.


Ps II: io ho Tom Cruise in casa, e voi no.


venerdì 30 aprile 2010

All you need is love.


"Perchè stai ridendo?"

"Ho appena sputato il tuo sperma nel tuo calzino".


giovedì 29 aprile 2010

E mi uccidi.


Ho capito che certe persone non si smentiscono mai. Se si sforzassero. Non ci riuscirebbero. Nasciamo con un talento, una predisposizione. Anche la più sbagliata del mondo. Evitare un giro in un centro commerciale, e restare qui a scrivere e ripassare latino. Questo per esempio si chiama farsi del male.

Vorrei non dover compiere una scelta, vorrei essere trascinata un po', vorrei potermi fidare, vorrei poter tornare indietro nel tempo, vorrei smettere di illudermi. Vorrei dire soltanto basta, e smetterla di tormentarmi. Vorrei non essere così stupidamente capricciosa, vorrei non pensare a quanto male ho fatto ad A., vorrei soltanto che qualcosa cambiasse. Che qualcuno riuscisse a stupirmi, a farmi piangere di felicità.

Sì, perchè è passato troppo tempo dall'ultima volta.

Domani diventerò famosa e mi chiederanno se quell'articolo l'ho scritto davvero io. Nel frattempo penserò ad uno snowboard, e alla neve, e a posti lontani che non ho mai visto, e me ne sbatterò il cazzo di tutti quei sorrisi.

Non so come reagire di fronte ai complimenti. Io non m'impegno mica.

Ps: L. ha fatto bene a non innamorarsi.

Ps II: non sono incinta.

Ps III: un giorno dedicherò un libro a P. che, sotto metadone, era nella mia stanza d'ospedale e mi parlava di suo figlio Dylan. Diceva sempre, non ti fidare di S., non ti fidare.


mercoledì 28 aprile 2010

Sete di sguardi che non fanno male.


Mia madre ha la capacità di rovinare persone, rapporti e sentimenti. Ha la capacità di tradire e disinnamorarsi. Mia madre ha gli occhi stanchi, e in qualche strana giornata decide di non essere mia madre, di non guardarmi negli occhi, di non chiedermi come sto. Mia madre fa qualcosa e si aspetta che gli altri facciano qualcos'altro. Ma non sa cosa, non sa cos'altro.

Oggi il cappuccino mi è sembrato amaro, il sugo dolce. Il mio viso pieno di paure. Ho imparato a conoscermi, so a quale stagione appartengo. So che in S. c'è qualcosa di innocente, che però fa male. So che abbracciarlo mi fa sentire meglio.

Forse aspetto un bambino.

S., arriva presto.

Siamo tutti paranoici dipendenti affettivi.

Ps: strano odore di sigarette e strano colore rosso e strano abbinamento e strana calma.

martedì 27 aprile 2010

E ti lasciavo graffi sui seni.


Ieri abbiamo fatto l'amore soltanto perchè sapevi di mare. Perchè quando poi mi sono sentita così stupida con quel sapore di primavera in bocca ho pensato di odiarti. Odiarti con tutta me stessa. Perchè potresti esserci sempre dentro questo cuore in fase terminale, mentre lo lasci morire al sole. Squagliarsi. Perculsae corda tua vi. Lucrezio condannò la passione amorosa. Nessuna delle sue parole mi ha abbandonata. Questo fanno le parole. Ed io credo nella carta stampata.

Devo scegliere un film per me ed A., e non pensare nè a telefoni che non squillano, nè alla nostalgia, nè all'alcool, nè a qualunque cosa mi appartenga e mi faccia male. Devo cercare di smettere di essere me, e stare bene con non me.

Io sono UN caso vivente. Scrivo preghiere e so che il sesso uccide la coppia.

Fanculo.



domenica 25 aprile 2010

It's a small crime (and I've got no exuse).


L. è partita prima per Torino, così domani nessuno andrà a salutarla, nessuno le offrirà un cappuccino, nessuno la bacerà sulle guance. C. prenderà la macchina e andrà in montagna. Io oggi ho scritto un biglietto lungo quanto un foglio A4, e l'ho letto ad alta voce davanti a 10 persone, ondeggiando sul piede sinistro, sui miei jeans, e sulle mie Converse lilla.

E nel giorno della liberazione mi sono sentita trappola di un sentimento, trappola di un cuore di metallo, avvolgente, scioccante. S. ha cercato di abbracciarmi ma io gli ho tirato un calcio sulle palle. Ha detto che non devo più permettermi di fare una cosa del genere. Ma se mi fai del male devi pagare. I suoi sorrisi mi fanno male. I suoi occhi mi fanno male. Le sue bugie mi fanno male.

Mi fa svenire quella pelle.

Voglio ingoiare pillole a forma di cuore palpitante.

sabato 24 aprile 2010

Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi.


Stavo camminando sull'asfalto questa mattina. Calpestavo gusci vuoti di lumache. - Come cocci aguzzi di bottiglia. - No, non è vero. Li evitavo. Ma mi ricordano Montale, le lumache. E un certo male di vivere. Quello dopo la pioggia. Che cade, ed annega anche te. L'autobus è sfrecciato al mio fianco. E io mi sono messa a correre.

In classe eravamo in cinque. Abbiamo parlato di integrali, di Leopardi, della Venere vulgivaga. Poi di S., che ha la testa recintata ed invalicabile.

Adesso faccio quel che faccio sempre tra le due e le tre e mezza. Attacco fotografie sui muri della mia camera. Ritagli di giornale. Poesie. Mi sembra di essere in una bolla di sapone. Ma con tante immagini che ti rendono il momento un labirinto.

Non ho ancora bisogno di non sbagliare. Non ho ancora bisogno della perfezione. Credo in me, ma ho ancora un po' paura. E tra le parole che non ti ho detto:


1. Mi piacerebbe accompagnarti al SERT lunedì mattina.

2. Non credo nei rapporti a distanza.

3. Ne ero davvero convinta.

4. Ho paura di andare via.

5. I dobermann sono dei cani bellissimi.


PS: D. ed A. mi stanno pensando intensamente. M. è stata carina. G., L. ed S. hanno sentimenti che feriscono. E mi piace la storia d'amore di A., perchè lei è bellissima con i capelli raccolti.