giovedì 13 maggio 2010

Lacci mortali di dolci affanni (ovvero: come fare l'abitudine ai miei titoli collage).


Keynes Girl stasera guarderà Donnie Darko. Questo vuol dire soltanto una cosa. Che si innamorerà. Invece A. scrive "Mancano solo 26 giorni alla fine di tutto". Perciò lei ricorda un po' Frank il coniglio, ma con un buon profumo e la vita alta.


Questa è la mia serata di studio Kierkegaard Special K. Un nome che ho coniato per la particolarità della sua teoria. Per il fascino di Joannes. Perchè non vorrei doverlo ammettere, ma spesso sono stata Cordelia. E in questo dolce sentire, in questo crudele abbandonarsi, io vi confesso che ieri un orgasmo mi ha fatto girare la testa e, forse, quasi morire.


Ormai ogni farmaco è mio amico.


martedì 11 maggio 2010

L'unica cosa che ho è lo squallore del mondo.


Silenziosamente quest'eclissi di muro bianco e questo suono di lune spente mi ha spinto a pensare Beethoven mio. Mio, e solo mio.

Credevo di essermi persa e di non avere più occhi che cambiano colore. Col tempo che piange, che nasce o che non riesce a morire.

In questi attimi di eternità, in questo eterno ritorno, in queste scintille, io cerco soltanto un po' d'oblio.


C'era chi allontanava la solitudine sui gabinetti della metro.


lunedì 10 maggio 2010

Farai l'amore per amore.


Non facevo scelte simili da tempo, ormai. Non avevo da anni tali buchi neri nell'anima. Sembrano nuvole che non vanno via, sempre una pioggia che non bagna. Ho deciso di allontanarmi da S. come si sceglie una stagione, come si sceglie una strada, come si sceglie un colore. Ho deciso di essere forte, di vivere il mio momento senza curarmi di qualunque altro attimo, di qualunque altro evento, di qualunque altra realtà. Ora voglio solo me stessa. E non ci sono nè rimorsi, nè rimpianti in tutto questo. Mi sono accorta di credere ancora, irrimediabilmente, indistruttibilmente, nella passione, anche la più sottile.

Non hanno importanza le lacrime, non hanno importanza le suppliche. Tutto adesso mi sembra un'enorme bugia.


Ella era un enimma che enimmaticamente possedeva la propria soluzione: un segreto.


giovedì 6 maggio 2010

Perchè ha senso vivere poeticamente.


Questa mattina ho deliberatamente deciso di non andare a scuola. Non che avessi qualcosa di meglio da fare. Dovevo solo curare il mio mal di testa.


S: Forse oggi verrò a prenderti. Ci penserò. Sempre se non hai grandi impegni.


Il fatto che abbia un morboso attaccamento ad Ulisse, non fa di me Penelope.


Inoltre penso che se A. tornerà con D. si farà solo del male. Ma stavolta non scriverò storie su nessuno. Perchè quando inizio a scrivere. Bhè. Tutto smette di essere sogno o incubo, e diventa realtà.



mercoledì 5 maggio 2010

Chiederci un bacio, e volerne altri cento.


Dentro questa catarsi da cantautore ho deciso che la parola d'ordine nella mia giornata è: concentrazione. Mi sono concentrata nella guida della Mercedes di mia madre, mi concentrerò nello studio della guerra civile spagnola. Perchè concentrarsi uguale non pensare.

Ieri ho tradito i miei progetti (in bilico per natura) e ho sostituito Pulp Fiction con Sister Darko, scoprendo un Ed Westwick finalmente drammatico. Frank il coniglio m'è apparso in sogno e mi ha detto che nella vita bisogna anche saper dimenticare. E questo si riflette perfettamente anche nella storia di E., quanto in quella di M., che chiama L. e le risponde G., ed in questa macedonia di iniziali voi non capirete nulla. Ma non importa. Tutto può essere riassunto in un grandissimo e maledettamente sincero vaffanculo.


Non riesco a non lasciare tracce.


martedì 4 maggio 2010

PASSERà ANCHE QUESTA STAZIONE, SENZA FAR MALE.


Posso soltanto chiedermi quando finirà tutto questo. Sì, insomma. C'è una fine per tutto. Non può durare per sempre. Dalla mia analisi risulta che S. non mi amerà mai come vorrebbe, perchè dentro di lui crede che io non faccia altrettanto. Quindi, non vuole giocare con il fuoco. Bhè, io sono il fuoco.

Ieri si sono avvicinati due tipi in mezzo a tutto quel fumo e a tutta quella musica. Io avevo la faccia impiastricciata di maionese. Il primo tipo con la faccia tonda indica il suo amico (potrei descriverlo come una sorta di Kurt Cobain quindicenne senza alcun talento) e mi dice:

"Lo vedi? Lui si è innamorato di te."

"Sì, bene, tanta gente si innamora di me."

Io non ero ESATTAMENTE in vena di approcci, come potete comprendere.

"Vuoi dire che non gli dai nemmeno una possibilità?"

A. ha sorriso al posto mio (sì, io non avevo nessunissima intenzione di farlo) e ha detto:

"è semplice, lei è già impegnata".

In questi casi io mi dico sempre. Questa frase suona sempre male. Perchè, ok. Ho un ragazzo. Ma adesso dove porca puttana è?

La risposta è che le persone non ci sono mai quando ne abbiamo bisogno.

Cazzo.


PS: ho gli assorbenti di Hello Kitty. E stasera si guarda Pulp Fiction. Non c'è altra soluzione.



sabato 1 maggio 2010

Per nascondere questa mia vocazione al trionfo, ed al pianto.


Questa mattina sono andata a trovare D., anche se per alzarmi da quel fottuto letto ho fatto un po' fatica. Sono sempre di questa convinzione. Che quando dormi almeno, sotto le coperte, non può succederti niente.

D. mi fa stare bene perchè è sempre la stessa, e crede che io e lei, insieme, possiamo lottare contro tutto e tutti. Certe volte è stato davvero così, e quello che provo per lei è amore. D. ha dei capelli fantastici. Io amo i capelli di D., devo esserne ossessionata per parlare sempre e solo di capelli. Cazzo.

Ho mangiato due piatti di pasta. Non mangio così tanto di solito, ma volevo scoppiare, vomitare, ingrassare, insomma, volevo cambiare un po' le carte in tavola. Ma mi conosco troppo. Non metterò su un chilo. Questa sensazione di nausea sparirà presto.

Inizio a non sopportare più la mia ipersensibilità, e le differenze platoniche tra amati ed amanti. Leggere il Simposio sarebbe già un gran passo per l'umanità.


Ps: mi squaglio al sole studiando la politica estera fascista e pensando soltanto a quanto nero possa esserci dentro un buco.


Ps II: io ho Tom Cruise in casa, e voi no.